Spoleto/Collazzone_ChiaveUmbra con B. Galli e C. Nannicola

Aggiornato al 24 novembre 2018.

#CHIAVEUMBRA 2018_ Sulla Natura”
aperture eccezionali ai luoghi e alla ricerca artistica contemporanea in Umbria

IV WEEKEND

#CHIAVEUMBRA è una mostra d’arte contemporanea diffusa in ambienti poco noti e scarsamente accessibili del territorio olivato umbro che pur ne rappresentano la vera essenza e ne palesano, in qualche modo, l’identità paesaggistica e antropologica. Nasce nel 2014 come spin-off delle manifestazioni legate a Frantoi Aperti. Ne rappresenta il versante di ricerca e sperimentazione con lo scopo di individuare inedite chiavi di lettura di questo territorio. Per la IV edizione, gli artisti selezionati sono stati invitati a riflettere sul rapporto civiltà/natura con opere stampa, che si integrano ad altri mezzi espressivi, per sollecitare riflessioni d’ordine estetico, emotivo e personale.
Per il IV weekend #CHIAVEUMBRA vi invita in 2 luoghi dell’Umbria più profonda. Luoghi carichi di echi della storia, per lo più lontani dalle rotte del turismo di massa ove potrete liberamente entrare solo per questo weekend. Vi espongono altrettanti artisti.

https://www.facebook.com/events/332335930900294/

Carlo Nannicola_Comune di Collazzone
Abbazia di San Lorenzo, Via dell’Abbazia, Collazzone (PG)
24-25 novembre (ore 10.30-18.00)
in “Collazzolio”, per Informazioni Pro Loco Collazzone, 3477574310

Una architettura austera e affascinante a poca distanza dal centro storico. Ricca di storia e storie di personaggi illustri e meno che si riconnettono a questo luogo incantato. Immerso nella campagna umbra più dolce e dalle colline mammellari coltivate ad olivi e vigna, individuando la giusta deviazione, vi troverete al viottolo di accesso all’Abbazia in stile romanico e subito sarà possibile scorgere l’intervento artistico di Carlo Nannicola (L’Aquila, 1981). Artista che si serve di svariati mezzi espressivi, dalla grafica al video, dalla performance ai nuovi media, qui presenta un’immagine estrapolata dal video Greetings from L’Aquila | Saluti dall’Aquila”, un work in progress, nato a distanza di sette mesi dal sisma del 6 Aprile 2009. L’immagine apporta all’interno della manifestazione #chiaveumbra 2018_ Sulla Natura, una riflessione sull’imprevedibilità delle manifestazioni naturali e sull’impatto prima emotivo poi strutturale che queste determinano. Sullo sfondo si staglia come una cornice che accoglie e abbraccia la bellezza paesaggistica dell’Abruzzo, ma sul fronte, le macerie, frutto stesso della natura e della sua forza d’urto, si impongono allo sguardo impotente della donna e di noi tutti: umbri, a nostra volta colpiti e attoniti spettatori di ciò che la Natura ci dona e ci toglie.
Per approfondimenti culturali sulla location vi invitiamo a visitare la pagina web: http://www.iluoghidelsilenzio.it/abbazia-di-san-lorenzo-collazzone/

Benedetta Galli_Comune di Spoleto
Sostruzioni Sillane, Spoleto
24-25 novembre (ore 10.30-13.00; 14.00-18.00)
in “Sapor d’Olio”

Un luogo misterioso e sconosciuto ai più, le Sostruzioni Sillane fanno parte di un edificio, al di sotto del Palazzo Vescovile, di parti ed epoche diverse, dal III al I secolo a.C., che si pensa possa essere stato utilizzato anche in epoca longobarda quale palazzo dei Duchi. Hanno una struttura singolare e affascinante: una galleria ad angolo di una trentina di metri il cui lato esterno è sorretto da potenti arcate che poggiano su pilastri quadrati e sono aperte da strette feritoie a strombo. Qui vi interviene l’artista Benedetta Galli con l’installazione Nutrirsidiluceoscura. Tre immagini di altrettanti lavori artistici ove una miriade di falene realizzate manualmente dall’artista stessa campeggiano su degli oggetti legati al mondo della luce (un lampadario di Murano e un’opera dell’artista Danilo Fiorucci) e che sono stati ri-fotografati per divenire opere autonome. L’artista in questo spazio fatto di ombre e luce porta le falene: farfalle notturne che si muovono nel buoi ma cercando la luce. Insetti poco amati perchè sebbene affini alle farfalle diurne non ne hanno la bellezza e sovente nelle diverse culture sono state associate al mondo delle streghe, dei cattivi presagi, della morte. L’artista le presenta quasi come una condizione dell’artista contemporaneo. Un essere in bilico: spesso non apprezzato che tenta di avvicinarsi alla luce ma da una posizione di svantaggio, mal interpretato da coloro che non colgono la potenza alchemica del suo mutare le cose (così come i lepidotteri mutano da bruchi a esseri volanti). Nutritidiluceoscura, nel riportare al centro dell’attenzione ciò che solitamente rimane sommerso, un po’ spaventevole eppure carico di significati e potenze evocative, rappresenta per #Chiaveumbra 2018_Sulla Natura una metafora ardita tra il mondo naturale e quello artistico. Un omaggio per concludere questa edizione di #Chiaveumbra_2018 anche al coraggio che FrantoiAperti mostra di avere nel puntare all’arte e alla Cultura in tempi in cui le politiche culturali sembrano retrocedere dal loro compito di promozione e valorizzazione.
Infine, al tramonto, domenica 25 alle ore 17 sarà possibile visitare questo spazio privo di luce con delle torce, in una sorta di performance collettiva in cui noi stessi, piccole falene, andremo a caccia della “luce dell’arte”.

Per chi teme di perdersi, luoghi sono raggiungibili anche grazie ad un servizio navetta messo a disposizione da Frantoi Aperti.
Per approfondimenti vi invitiamo a consultare la pagina: https://www.facebook.com/Chiaveumbra e ad apportare il vostro contributo su Istagram mettendo l’hastag #chiaveumbra e #chiaveumbra2018

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INFO
Titolo: #CHIAVEUMBRA2018_aperture eccezionali ai luoghi e alla ricerca artistica contemporanea umbra
Genere: mostra diffusa di arte contemporanea in siti solitamente chiusi
Da un’idea di: Mara Predicatori e Daniela Tabarrini
A cura di: Maurizio Coccia e Mara Predicatori
Info: +39 3386772711

#CHIAVEUMBRA” apre per te luoghi solitamente chiusi e remoti. Per chi teme di perdersi (consigliato!), è presente un servizio di navette gratuito che parte dalle piazze dei Comuni di riferimento dalle 10.00 alle 18.30. Per contatti e info navette: tel. +39 334 9140304, http://frantoiaperti.net/it/servizio-navetta-gratuito/.

I luoghi sono infatti aperti da gente del luogo (parroci, pensionati, imprenditori, proprietari …) che offrono il loro tempo per il nostro godimento”. Scusateci per eventuali disservizi. Per info +39 3386772711

Installazione “Greetings from L’Aquila – Saluti dall’Aquila” nella personale “Lassie non torna a casa”

In occasione della mostra personale “Lassie non torna a casa. Domani è un altro giorno“, presso il Museolaboratorio di Città Sant’Angelo (2-23 giugno 2018), Carlo Nannicola ha riservato uno spazio nell’esposizione per il suo lavoro Saluti dall’Aquila.

L’installazione

Lassie non torna a casa - Carlo Nannicola Lassie non torna a casa - Carlo Nannicola Lassie non torna a casa - Carlo Nannicola Lassie non torna a casa - Carlo Nannicola Lassie non torna a casa - Carlo Nannicola

Video


Sfoglia il catalogo della mostra “Lassie non torna a casa. Domani è un altro giorno”, mostra personale di Carlo Nannicola per la cura di Maurizio Coccia.

L’Aquila bella sè?

A chiudere questa galoppata, l’installazione multimediale ambientale L’Aquila bella sé realizzata per “Il piatto è servito”da altre due promettenti leve giovanili, Carlo Nannicola e Michela Del Conte, formatisi nell’Accademia di Bella Arti dell’Aquila. Ecco l’assunto della loro motivazione poetica: “L’Aquila bella sé: Forse sì, forse no. La città è privata, privata dei suoi cittadini e viceversa. La città è un affare privato. L’opera, in continuo cambiamento, pulsa davanti lo spettatore, offrendo ciclicamente la possibilità di una visione lucida della città”. Con un insieme di alchimie operative analogiche e digitali, due diapositive di cm. 36×24 mm., opportunamente trattate con grafite, colore e spirito, proiettate poi ingigantite sul muro di una stanza completamente al buio utilizzando anche hardware e software open-source, è concentrata tutta la disperazione, ma anche la speranza, di nuovi orizzonti non ancora a portata di mano. Accanto l’ammutolita scena di macerie, una mostruosa ruspa ed una minuscola quanto spaesata donnina vestita di nero. Sulla sinistra uno striato cuore pulsante alimentato dall’immaginario collettivo della zona rossa, ritmato dai rumori analogici provenienti,
come una sinistra eco, dall’altro fotogramma. Idealmente in mezzo, lo spettatore: terremotato e non.

Antonio Gasbarrini

L'Aquila bella sè? Carlo Nannicola Michela Del Conte

Carlo Nannicola & Michela Del Conte
L’Aquila bella sè?
Installazione ambientale – 2013
L’Aquila, Palazzetto dei Nobili

Dalla Net Art a L’Aquila

di Carlo Nannicola

Net art

Per poter parlare di net art devo prendere come esempio due opere prodotte negli anni 80, entrambe negli stati uniti.

Hole in Space, di Kit Galloway e Sherrie Rabinowitz - 1980
Hole in Space, di Kit Galloway e Sherrie Rabinowitz - 1980

La prima, Hole in Space, di Kit Galloway e Sherrie Rabinowitz, è un progetto installativo in cui due schermi collocati uno a Los Angeles e l’altro a New York trasmettono via satellite e quindi live il pubblico che in quel momento è presente nei due luoghi. Quello di Galloway e Rabinowitz è uno dei primi esperimenti a mettere in connessione persone fisicamente distanti annullando lo spazio che le divide.

Nel 1982 “The world in 24 hours” di Robert Adrian, collega via radio 16 città nel mondo.

Queste due opere rappresentative dell’avanguardia di allora si avvalgono di tecnologie capaci di creare nuovi spazi espressivi, spazi di condivisione che possono essere visti come l’anticipazione dell’arte relazionale. Negli anni 90, questo linguaggio verrà etichettato da Vuk Cosic “Net Art”, un’arte nata nella rete e per la rete.

Anche se attualmente molte scuole di pensiero la dichiarano finita, io invece penso che la Net Art avvalendosi della tecnologia come spazio e strumento espressivo, ne subisce i cambiamenti e le evoluzioni. Parlare di Web Art, oggi, è come parlare di una Net Art 2.0.

Greetings from L’Aquila

Come tutti gli aquilani ho purtroppo vissuto il terremoto che ha colpito L’Aquila; dopo il sisma ho filmato, fotografato e documentato i resti della città  in cui vivo. La città  è  talmente stravolta che le immagini raccolte hanno fatto di me un turista. Ogni scatto è una cartolina che, se da una parte, descrive la desolazione che mi circonda, dall’altra, traduce un mio personale sentimento.

E’ il mio modo di vedere ciò che rimane e, contemporaneamente, è ciò che rimane.

Ogni immagine diventa simbolo, un meme, e inizia a circolare come una bottiglia con dentro un messaggio lasciato alla deriva.

E’ qui che il ruolo della rete ha un senso. Inviando i miei “saluti” da L’Aquila, innesco un meccanismo, affidandomi alla possibilità che qualcuno li raccolga e che li condivida utilizzando a sua volta lo stesso strumento.

Greetings from L’Aquila è anche questo, un messaggio dal destinatario sconosciuto.

L’Aquila e la partecipazione

In una città  dove le persone tutt’ora faticano a incontrarsi fisicamente, uno dei collanti sociali più efficaci è rappresentato da internet con blog personali, reti sociali e spazi di informazione cittadina. In un contesto del genere, una delle mie prime necessità  è stata assicurarmi che L’Aquila avesse la giusta visibilità  a livello mediatico. L’occasione mi è stata data dall’assemblea cittadina che, nel maggio 2010, mi ha proposto di assumere un ruolo attivo all’interno delle iniziative intraprese collettivamente. Con un lavoro durato settimane, superati alcuni scogli ideologici, abbiamo creato una “WebTV partecipata” dove i cittadini possono riportare le loro testimonianze, i propri interrogativi condividendoli con la comunità.

Come ho detto prima, l’esperimento condotto da Adrian “The world in 24 hours” collegava città  distanti migliaia di chilometri, laquila99.tv paradossalmente, sottolinea quanto le persone sono altrettanto lontane non avendo spazi reali di aggregazione.

Greetings from L’Aquila – Carlo Nannicola – Rieti 5 e 6 marzo 2011

“Greetings from L’Aquila”

a cura di Carlo Nannicola

Rieti – Via del Seminario, 39

5 e 6 marzo 2011

Inaugurazione 05/03/2011 ore 11.30

“Greetings from L’Aquila” è un work in progress nato a distanza di soli sette mesi dal sisma del 6 Aprile 2009.

Una serie di immagini fotografiche della città distrutta costituiscono il corpus centrale di un processo di raccolta le cui origini sono -innanzitutto- affettive.

Cucita addosso come una seconda pelle, l’operazione diventa un modo di vedere e di convivere con i resti della città: collezionare i “frame” del panorama urbano post-sisma consente all’artista di metabolizzare il dramma, di prendere distanza da un quotidiano che quasi lo costringe a sentirsi turista nella propria città. In questo senso, possiamo interpretare le immagini come “vedute” che diventano il segno permanente dello svuotamento di senso dovuto al crollo, della perdita di una dimensione privata del dolore durante i mesi in cui il caso di L’Aquila aveva assunto le proporzioni di fenomeno mediatico.

Greetings from L'Aquila - Nothing more than one minute later - Carlo Nannicola - 2010

*L’evento accompagna la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare per la ricostruzione dell’Aquila e la messa in sicurezza del territorio nazionale.