L’Aquila bella sè?

A chiudere questa galoppata, l’installazione multimediale ambientale L’Aquila bella sé realizzata per “Il piatto è servito”da altre due promettenti leve giovanili, Carlo Nannicola e Michela Del Conte, formatisi nell’Accademia di Bella Arti dell’Aquila. Ecco l’assunto della loro motivazione poetica: “L’Aquila bella sé: Forse sì, forse no. La città è privata, privata dei suoi cittadini e viceversa. La città è un affare privato. L’opera, in continuo cambiamento, pulsa davanti lo spettatore, offrendo ciclicamente la possibilità di una visione lucida della città”. Con un insieme di alchimie operative analogiche e digitali, due diapositive di cm. 36×24 mm., opportunamente trattate con grafite, colore e spirito, proiettate poi ingigantite sul muro di una stanza completamente al buio utilizzando anche hardware e software open-source, è concentrata tutta la disperazione, ma anche la speranza, di nuovi orizzonti non ancora a portata di mano. Accanto l’ammutolita scena di macerie, una mostruosa ruspa ed una minuscola quanto spaesata donnina vestita di nero. Sulla sinistra uno striato cuore pulsante alimentato dall’immaginario collettivo della zona rossa, ritmato dai rumori analogici provenienti,
come una sinistra eco, dall’altro fotogramma. Idealmente in mezzo, lo spettatore: terremotato e non.

Antonio Gasbarrini

L'Aquila bella sè? Carlo Nannicola Michela Del Conte

Carlo Nannicola & Michela Del Conte
L’Aquila bella sè?
Installazione ambientale – 2013
L’Aquila, Palazzetto dei Nobili