Progetto

“Greetings from L’Aquila | Saluti dall’Aquila” è un work in progress di Carlo Nannicola, nato a distanza di sette mesi dal sisma del 6 Aprile.

Una serie di immagini fotografiche della città distrutta, in rovina, costituiscono il corpus centrale di un processo di raccolta le cui origini sono -innanzitutto- affettive.

Cucita addosso come una seconda pelle, l’operazione diventa un modo di vedere e di convivere con i resti della città: collezionare i “frame” del panorama urbano post-sisma consente all’artista di metabolizzare il dramma, di prendere distanza da un quotidiano che quasi lo costringe a sentirsi turista nella propria città. In questo senso, possiamo interpretare le immagini come “vedute” che diventano il segno permanente dello svuotamento di senso dovuto al crollo, della perdita di una dimensione privata del dolore durante i mesi in cui il caso di L’Aquila aveva assunto le proporzioni di fenomeno mediatico.

Dalla strumentalizzazione che le istituzioni e l’informazione ne hanno fatto al prematuro abbandono al suo destino, poco è cambiato in termini di ricostruzione. E’ in questo senso che “Greetings from l’Aquila”, ponendosi come “sguardo da dentro”, formula una domanda sull’esserci, nonostante tutto.

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